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I sartani rallentano la progressione della dilatazione della radice aortica nella sindrome di Marfan

L’allargamento progressivo della radice aortica, che porta alla dissezione, è la principale causa della morte prematura dei pazienti con sindrome di Marfan.

Recenti dati di modelli murini della sindrome di Marfan stanno ad indicare che l’allargamento della radice aortica è causato da eccessivo signaling del TGF-beta ( fattore di crescita trasformante beta ), che può essere smussato mediante trattamento con antagonisti del TGF-beta, tra cui i bloccanti il recettore dell’angiotensina II, detti anche sartani.

Ricercatori della Johns Hopkins University School of Medicine negli Stati Uniti, hanno valutato la risposta clinica ai sartani tra i pazienti pediatrici con sindrome di Marfan, che presentavano grave allargamento della radice aortica.

Hanno preso parte allo studio 18 pazienti in età pediatrica con malattia di Marfan, che erano stati seguiti durante un periodo di 12-47 mesi di terapia con antagonisti del recettore dell’angiotensina II, dopo che altre terapie mediche non erano state in grado di prevenire la progressione dell’alllargamento della radice aortica.

Per 17 pazienti è stato impiegato il Losartan ( Cozaar ) ed in 1 paziente Irbesartan ( Karvea ).

E’ stata valutata l’efficacia della terapia con sartani, comparando la percentuale di cambiamento nel diametro della radice aortica prima e dopo l’inizio del trattamento con questi farmaci.

La percentuale media di cambiamento del diametro della radice aortica si è ridotto significativamente da 3,54 mm per anno durante la precendente terapia medica a 0.46 per anno durante la terapia con sartani ( p< 0.001 ).

La deviazione dal normale dell’allargamento della radice aortica si è ridotta di una differenza media di 1.47 punteggi z per anno ( p<0.001 ) dopo l’inizio della terapia con sartani.

La giunzione sinotubulare, che è soggetta a dilatazione nella sindrome di Marfan, ha anche mostrato un ridotto tasso di varazione nel diametro durante terapia con sartani ( p<0.05 ), mentre l’aorta discendente distale, che normalmente non subisce dilatazione nella sindrome di Marfan, non è stata interessata dalla terapia con sartani.

In conclusione, in una piccola coorte, l’impiego della terapia con bloccanti il recettore dell’angiotensina II, nei pazienti con malattia di Marfan, rallenta in modo significativo la velocità di progressione della dilatazione della radice aortica. ( Xagena2008 )

Booke BS et al, N Engl J Med 2008; 358: 2787-2795


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